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Il metodo Drezancic

Zora Drezancic è nata a Cilipi, presso Dubrovnik (Croazia). Diplomata a Zagabria nelle discipline musicali teoriche, insegna solfeggio e teoria musicale fino al 1964. Partecipa a congressi, pubblica articoli su temi di educazione musicale, presso l’università di Zagabria si laurea in Pedagogia e nel 1965 consegue il diploma di primo grado scientifico in Fonetica con una tesi dal titolo : “ Le basi musicali e l’applicazione del ritmo e delle melodie nella sordo-pedagogia e nella correzione del linguaggio orale.”
Presso il “Centro SUVAG per la rieducazione dell’udito e del linguaggio” avvia le ricerche per un programma di lavoro con i bambini sordi in età prescolare; nello stesso periodo presso l’università di Zagabria partecipa alla ricerca sulla demutizzazione dei sordi gravi.
Sulla base delle scoperte fatte durante tali ricerche elabora la pedagogia fondata sulla utilizzazione delle stimolazioni musicali nella demitizzazione dei bambini sordi.
Nel 1985 nasce l’ARMEL( Amici dei Ritmi Musicali e Linguistici), associazione senza scopo di lucro per la diffusione del metodo e per la formazione approfondita degli operatori e dei genitori.
Nel 1994 viene scelta la sua relazione sulla metodologia dalla commissione di ricerca dell’associazione internazionale ISME (International Society for Music Education) della facoltà di musica dell’Università di Malmo (Svezia). Seguirà l’inizio al 15°sEminario internazionale dell’ISME, tenutosi a Miami (Florida) nel luglio dello stesso anno.
Nel 1995 la Prof.ssa Drezàncic è stata insignita dal Presidente della Repubblica Italiana dell’onorificenza di Commendatore.
Studiando la possibilità di dare alle strutture centrali del bambino audioleso il più precocemente possibile gli stimoli adeguati all’attivazione fisiologica di tutta la via nervosa necessaria allo sviluppo del linguaggi afferente e efferente e all’organizzazione dell’area corticali e sottocorticali la prof,ssa Drezancic ha cominciato la sperimentazione di un programma per la prima infanzia e tuttora è l’unico programma esistente di stimolazione al linguaggio sotto i tre anni.
Questi aspetti di organizzazione centrale delle funzioni e delle interconnessioni sono importanti per tutti i bambini; infatti, oltre ai deficit sensoriali e i veri e propri danni neurologici oggettivamente osservabili, la stragrande maggioranza dei disturbi del linguaggi dipendono da disfunzioni che influenzano percezioni e prassi e possono generare situazioni di grande disagio nel bambino. È quindi importante non solo dare un aiuto a tutti i bambini che sono a rischio di problemi significativi nello sviluppo del linguaggio, ma anche, durante i primi anni di vita, in cui la plasticità dei centri cerebrali è ancora notevole, fornire tutti i bambini di stimoli adeguati al supporto delle attività psicologiche più importanti , per rendere il più agevole possibile non solo lo sviluppo linguistico, ma anche tutti i pre-requisiti per un apprendimento che via via richiede un’attenzione ed una serie di interconnessioni tra moduli cerebrali sempre più rilevante.
Tra i tre e i quattro anni è fondamentale dare ai bambini un forte aiuto per la motivazione al linguaggio e continuare un lavoro programmato e diretto a sostenere percezione, discriminazione e riproduzione dei suoni della lingua.
I mezzi pedagogici si arricchiscono notevolmente e sono soprattutto i movimenti che diventano l’aiuto più importante per i nostri bambini.
In questa tappa, infatti si continua ancora ad usare oggetti e giocattoli, ma soprattutto come aiuto alla strutturazione grammaticale e sintattica della lingua; gli esercizi con la voce cantata, modulata e parlata vengono sempre di più accompagnati con i movimenti.
Dopo i 5-7 anni o addirittura in età adulta il programma rappresenta l’insieme delle stimolazioni e delle correzioni da effettuare: si abbracciano insieme tutti i programmi per offrire un intervento che consenta un miglioramento in tutte le componenti del linguaggi nel rispetto di interessi ed esigenze concrete.
In questi programmi, quindi, si continuano ad usare i canali precedenti e se ne aggiungono altri, previsti per nuove attività o per approfondire problematiche già introdotte precedentemente.

Da “dispense a cura dell’Associazione PAOEB ONLUS sul Metodo DREZANCIC” consegnato al corso indetto dal CE.PI.M. Asti .

Durante il corso tenutosi per due sabati al Centro Culturale S.Secondo (Asti) è stato divulgato al quale rivolgersi come docenti o genitori nel caso in cui si ritenga utile utilizzare questo metodo con bambini che hanno la presenza di difficoltà nel linguaggio.
Mi sembra utile divulgare a tutti i colleghi questa opportunità lasciando il recapito, la posta elettronica e alcuni siti da consultare.

GRUPPO di STUDIO PERMANENTE
(sede operativa dell’associazione PAPeB ONLUS)
VIA Pietro Nenni 21
Zona Cristo (AL)

N.B. Il gruppo si riunisce ogni sabato a partire dal 16/19/2010 dalle ore 10:00 alle ore 12:00.

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www.polobozzo.it

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